The Daily Puppy

sabato 16 marzo 2013

OUVERTURE

Ehilàààààà!!!!! Ciao a tutti... è tipo una vita che non ci si sente... legge... vabbè...
E' vero sono stata molto impegnata, molti progetti da portare avanti, pochi effettivamente portati a termine... insomma è un periodo un po' così... ma bando alle ciancie... il nuovissimo post di Nay'ar Chronicle è disponibile!!! Giubilio! Felicità! straordinaria contentezza ^o^!!!!! Eccovi Overture...


Il grande giorno era arrivato: i vestiti erano finiti, io non dovevo partecipare al ballo perché ero sul palco e il playboy da strapazzo non si era più fatto vivo.
Insomma era stata una settimana fantastica.
Fantastica, ma non necessariamente priva di imprevisti.
“Nay’ar dove hai messo questo?”
“Dove la metto la scala?”
Tutta la settimana era stata un turbinio confuso di persone, luoghi, pianificazioni, squilli e messaggi.
Fortunatamente però tutti gli imprevisti e tutti i problemi erano risolvibili in poco tempo e ora, con solo 2 ore a dividerci dal discorso d’apertura, dovevamo soltanto cambiarci, raggiungere le nostre postazioni e dare il via all’evento dell’anno.
Il nervosismo dilagava ma più di tutto mi insospettiva l’improvvisa scomparsa di Herd. Mi aveva assillata per 2 mesi, mi sembrava strano che di punto in bianco avesse deciso finalmente di afferrare l’antifona.
“Non ti crucciare sorellina, vedrai che si sarà solo stancato di te, come è normale che sia…”
“Come è normale ch… Ma come ti permetti! Esci subito da quel camerino, Shaoran Li!”
“Che? No, scusa! Mi è uscita male! No, davvero! No, Nay’ar! Ahia! No, Mi fai male! Non mi pungere con gli aghi magici! Nay’ar scusa! Intendevo solo…” cercò di rattoppare lui.
“Si? Li-san?” gli dissi risentita facendo un passo indietro mentre usciva dal camerino.
“Noooo, non usare il ‘san’! Il ‘san’ non mi piace! Significa che sono nei guai!”
“In guai grossi, ragazzo. Apri le braccia” gli dissi cominciando a sistemargli il vestito bianco.
“Ma io intendevo solo che, per uno come lui, è normale stancarsi delle ragazze dopo poco. Non ti offendere sorellina… dai… mi è solo uscita male! Lo sai che non sono bravo con le parole!”
Sapevo che non era bravo con le parole, quindi mi girai, frugai un attimo nella mia valigetta e senza guardare gli lanciai un bolos; chiusi la valigetta e mi spostai davanti ad un altro camerino dicendogli bruscamente: “Vedi di mettertelo bene e DA SOLO. Se lo trovo messo male… peggio per te, Li-san”
“Aye aye, ma’am” mi rispose un po’ affranto.
Sorrisi e riaprii la valigetta:
“Tommy, Libby ci siete? Siete pronte?”
“Solo un secondo, non capisco dove… aah, ecco… ok! Ci sono” mi rispose Tomoyo un po’ in difficoltà
“Forza, forza! Il ballo non aspetta nessuno!!” dissi loro divertita.
“Nay’ar… sei sicura che questo vestito vada bene per me? È così bello e raffinato… non credo che…”
“Ma che dici, Libby! Ti starà d’incanto! Sei bionda e dalla pelle rosa, quindi il celeste ti starà benissimo, fidati di me”
“Se lo dici tu…”
“Bene, ora… fuori dal camerino, Tommy!”. Tomoyo uscì dal camerino nel suo vestito bianco sporco. Il contrasto con la sua pelle cinerina lo rendeva ancora più bianco, facendolo risaltare. Le sistemai bene ogni piega della gonna, che le arrivava poco sopra il ginocchio, e le applicai una rosa, che avevo realizzato con degli scarti di tessuto bianco, sul fianco sinistro, il lato opposto alla spalla del vestito. Dalla rosa feci poi partire dei nastrini che tagliai poco sotto l’orlo. Le indicai la valigetta con gli accessori e passai a Liberty.
Liberty fu un capolavoro.
Uscì nel suo lungo abito celeste, semplice, leggero: gonna svasata lunga fino a terra, niente spalline, la parte del corpetto si annodava al collo; lo scollo della schiena, infine, arrivava fin sotto le scapole. Avevo calcolato una lunghezza non volgare ma neanche da suora… Caspita! Libby se lo poteva permettere eccome!!
Le sistemai il fiocco dietro la testa e stirai qualche piega nella gonna.
“ Cavolo, Libby!… sei… WOA!…”
“Grazie… Shaoran” gli dissi sarcastica indicando anche a Libby la valigetta “Ah, Shaoran?”
“Sì, sorellina?”
“Azzardati a stropicciare anche solo in modo infimo quel vestito e ti strappo i cordoni neurali uno per uno. E’ chiaro? Te lo ripeto in modo che tu possa capire: non fare scatti, piegamenti assurdi, pose indicibili, non strisciare, non cadere o tuffarti e soprattutto: NON LO SPORCARE DI CIBO! Mi sono spiegata?”
“Aye, ma’am.”
In quel momento uscì Paffir dal camerino: “Senti Nay’ar, questa specie di fazzoletto come si mette? E poi…”
“Ah, aspetta, Libby puoi dargli una mano con la cravatta? Sì, Paffir… quella è una cravatta”.
“Ah, grazie Liber…” sentii solo un rumore sordo, come di sacco di patate che cade a terra.
“KYAAH!! Paffir! Alzati! Svegliati!” ci girammo per trovarci davanti la fantastica scena di un Paffir svenuto (era sangue quello che usciva dal naso?) e di Libby in preda al panico. Mi rivolsi a Shaoran: era ancora in tensione, ma non era partito per prendere Paffir… perché?
“Sha! Maledizione, perché diavolo non l’hai preso? E se si fosse fatto male davvero?”
“Ma sei tu che mi hai detto di non fare scatti, movimenti inconsulti eccetera! Non può sempre essere colpa mia! Non ti va bene mai niente!” e si girò indignato.
Andai verso il povero svenuto, curai la sua epistassi e gli misi un impacco freddo in fronte. Si riprese poco dopo. Era un po’ confuso ma riuscimmo ad evitare che svenisse una seconda volta: divenne solo mooooolto rosso e lasciammo i piccioncini a farsi complimenti impacciati.
“Bene, io vado a cambiarmi, voi andate a prendere posto… Uno, potresti fargli l’ologramma delle uniformi fino all’apertura? Non voglio che li vedano prima dell’inizio…”
“Ma certo, Nay! Detto fatto!” lo ringraziai e entrai nel mio camerino.
“Uno, come siamo messi a preparativi?”
“99.8%”
“COOOOOSAAAA?! Che ci fa quello 0.2% in meno?”
“Cara, ti stai cambiando, non sei mica pronta…” mi disse divertito (per quanto un computer potesse divertirsi…). Feci un sospiro di sollievo.
“Il resto è tutto a posto?”
“Si, stai tranquilla. Ti agiti troppo… Solo perché se va male qualcosa dovete considerarvi espulsi… Che vuoi che sia…”
“Ti ignorerò, Uno. Ora imparerai cosa vuol dire essere ignorati.”
“So cosa significa… ma non riuscirai a ignorarmi e sai perché?”
“…” continuai a cambiarmi.
“Keichi Herd. Sembra un cane bastonato. Da quando il suo amico è tornato alla loro università, e a parer mio ha fatto bene, è molto giù di corda. Non ha più ragazze intorno, non ha una ragazza per il ballo e, soprattutto, è vestito in modo molto sciatto… non lo apprezzeresti… e se rovinasse il ballo? Non credo che il Rettore ne sarebbe felice, non credi?”
“Uno, so cosa stai cercando di fare. Non gli farò un vestito! Non c’è tempo e soprattutto non ne ho l’intenzione.”
“Ah! Visto che non mi ignoravi?”.
Uscii dal camerino e mi sistemai l’abito: non era un abito da sera e non doveva esserlo. Era un semplice corpetto nero senza maniche e a collo alto che si allacciava a intreccio lungo tutto il lato destro. Sul braccio sinistro avevo un bracciale di cuoio bianco, anch’esso allacciato a incrocio. Per la parte inferiore avevo degli shorts neri e, alla vita, un mantello lungo fino alla caviglia che, bianco all’origine, si scuriva sempre di più, diventando nero alla fine. All’altezza del cuore risplendeva lo stemma della mia famiglia, ricamato in filo argentato. Esattamente come risaltavano gli stemmi delle famiglie di Shaoran, Tomoyo, Liberty e Paffir sui rispettivi vestiti. Mi stavo sistemando i capelli quando realizzai cosa mi aveva detto Uno…
“Non stavi parlando del modello base, vero? Uno… non è guardabile! È un modello base senza alcuna cosa particolare! Non ha senso farlo indossare a qualcuno… e poi non sarà nemmeno della sua misura e mancano 20 minuti all’inizio, e cambiare la taglia… no! Uno, semplicemente no.”
“E dai Nay… non ti fa pena? Guardalo… sembra uno straccione! E poi i dati biometrici indicano che è della taglia giusta… e non è vero che è inguardabile!”. Soppesai pro e contro…
“Uno, ti odio” dissi correndo fuori dal laboratorio.
“No, non è vero… vicino ai dormitori, mi raccomando!” finì lui creandomi la tuta olografica.
Arrivai praticamente subito e lo trovai a vagare rasente la parete, gli occhi un po’ spenti.
“Herd-san… che ci fai qui?”
“Ehi, piccola, ti mancavo?”
“Non hai risposto… che ci fai qui? Dovresti essere già dalle parti della fontana, con la tua compagna e un vestito decente…”
“Non ha senso andare al ballo”
“Ma che diavolo stai dicendo… non puoi non andare! È obbligatorio! Dov’è la tua compagna?”
“A te che importa?”
“A me importa perché se TU non vai al ballo, IO vengo espulsa. E vedi di vestirti decentemente, non è da te.”
“Che importa vestirmi decentemente, o andare al ballo, se la ragazza con cui ci voglio andare si rifiuta di dirmi di sì?” Che voce triste…
“Non mi interessa quello che pensi tu… mi serve un mezzo miracolo per renderti presentabile nei 10 minuti che ci separano dal discorso d’apertura, quindi vieni con me.” Mi avviai verso la sala del club di cucito dove avevo lasciato il modello base.
Lui non mi seguiva.
“Herd-san! Muoviti!”
“No. Non ha senso ”
“Certo che ha senso! Dai!”
“No”
“Forse non hai capito bene: non mi interessa quello che vuoi tu. Non mi scuserò per aver rifiutato di andare al ballo con te. E non mi scuserò per quello che sto per fare ora”. Lo presi per un braccio e lo trascinai fino all’aula.
“Lasciami stare! Andrò al ballo ok? Se è così importante per te lo farò. Non è necessario vestirsi bene però, no? Dopotutto non c’è nessuno per cui valga la pena mettersi in ghingheri. Tu non lo noteresti.”
“Entra, e lascia che casti un po’ di magia.” Gli dissi secca spingendolo dentro “fortunatamente è della tua taglia.”
Lo obbligai a cambiarsi e lo sistemai. Tutto sommato gli stava bene: un classico completo blu oltremare con rifiniture bianche. Gli diedi una spazzolata e ricamai alla svelta una ‘H’ bianca sul taschino.
“Ora devi darti una mossa. Vai alla fontana. Mancano 2 minuti.”
“E tu non ti cambi?” disse lui con un po’ di gratitudine nella voce.
“Non ti preoccupare” dissi “io sono già pronta”. E me ne andai mentre Uno disattivava l’ologramma della tuta.
Raggiunsi il palco giusto in tempo per non subire la ramanzina.
“Scusate il ritardo… c’è stata una emergenza”.
Il ballo stava per cominciare.




E dunque che ne pensate? A me personalmente fa morire dalle risate ^o^... Fatemi sapere cosa ne pensate voi lasciando un commento con consigli, lamentele o quello che preferite!! Nella prossima puntata il ballo si apre... ci saranno espulsi? Paffir sverrà di nuovo? Quel cretino di Shaoran diventerà meno cretino? Ma soprattutto... Keichi, 'salvato' da Nay'ar... quale sarà la sua prossima mossa... la climax è sempre più vicina, aperture, avvenimenti... e chissà cos'altro nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: "Il ballo"! NON PERDETEVELO!!! Alla prossima volta... Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!