The Daily Puppy

martedì 29 novembre 2011

GAME OVER...

Ehilà!! So che lo aspettavate tutti questo post!! quindi lo faccio... lo sto facendo... LO POSTO!!!!! seguitelo con attenzione!! Risponderà ad un bel po' di domande!!


Mi sferrò un pugno ma non so bene come Shaoran si liberò dal controllo del deuncolo e lo bloccò. “Lascia fare a noi Nay’ar.” Mi sussurrò.
Mi voltai.
Anche gli altri si erano liberati dal suo controllo e stavano già cominciano a castare magie e richiamare spiriti. Shaoran si lanciò addosso a Fenril. Si stavano impegnando al massimo ma non sarebbe servito a niente.
Il deuncolo era decisamente più forte di noi e benché congiunte, le nostre capacità erano insufficienti…
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“ADESSO BASTA INSOLENTI!! MI SONO STUFATO DI GIOCARE CON VOI!!” ci ritrovammo impressi nelle colonne… nel vero senso della parola. Ci scagliò come proiettili contro le colonne… fa male… fa molto male.
Il dolore fu seguito dalla sensazione sgradevole di qualcosa di bagnato che colava dalla nuca e da fitte lancinanti ogni volta che respiravo.
Mi guardai attorno.
Tomoyo era nella mia stessa situazione solo molto peggiore… non era forte quanto me e essere sbattuta contro una colonna… beh diciamo che non lo auguro a nessuno… Paffir,  il mio compare, era quello messo meglio perché l’angolazione con cui aveva sbattuto non gli aveva permesso di incassarsi nella parete. Per quanto riguarda Keber… beh… Keber era quella di noi messa peggio… non aveva finito la sua evocazione e così era svenuta in seguito allo shock. Appena Paffir la vide… apriti cielo… non ci vide più! Corse verso la colonna e cominciò a martellarla per liberare la sua bella…
Fenril, quel deuncolo, ci aveva guardati con un sorrisetto soddisfatto e stava andando da Nay’ar:
“STALLE LONTANA!! MALEDETTA! NAY’AR NAY’AR!! SCAPPAAA!!” GRIDÓ Tomoyo con le lacrime agli occhi. L’urgenza nella sua voce mi fece dimenticare che ero arrabbiato con Nay’ar
“DEVI REAGIREEEE! SORELLINAAAAA” ma a nulla servì il nostro urlare… e a nulla servì il dolore assurdo che provai in risposta all’urlo! Perché il deuncolo non si fermò e mia sorella non si mosse… le diede un pugno nello stomaco facendole sputare sangue, le sfilò la freccia dalle braccia e con un sorrisetto crudele le disse: “Te lo chiedo nuovamente: collaborerete o preferisci avere degli innocenti sulla coscienza?” Nay’ar era combattuta… sapevo però che avrebbe fatto la scelta più saggia… lei faceva sempre la scelta più saggia… poi si sarebbe distrutta dal senso di colpa ma non avrebbe mai permesso che ci finissero degli innocenti in mezzo…
“Io…” cominciò dopo aver sputato sangue “… mi arrendo Fenril… ti aiuterò.” Tipico… non avrebbe coinvolto nemmeno noi…
La pessima imitazione di una divinità si dileguò ridendo maligna e Nay’ar fu libera di cadere in avanti. Sotto di lei una pozza di sangue si allargava a macchia d’olio e lei cominciò a tremare… benché svenuta… l’aveva detto Wu Ten… era qualcosa legato alla perdita di sangue se non sbaglio… oh ma perché non avevo seguito invece di pensare a paste al forno e formaggio filante?? Paffir, che aveva curato Keber, arrivò poco dopo e cominciò a martellare la mia colonna, liberandomi in fretta. Appena arrivai a terra andai dalla mia sorellina e chiesi al mio compare cosa fare… lui, che stava curando Tomoyo dato che io ero scappato, mi rispose stanco: “Com’è la ferita?” gliela descrissi: una grossa abrasione sanguinante e purulenta si apriva sulla sua schiena, impedendole anche di aprire le ali. “È la ferita di un dio… non la posso curare nel mio stato… non so nemmeno se riuscirò a curare te…”
“Ooooh cusciolina… sci sciamo fatte male, sci?” mi voltai verso la vocina nasale che si stava avvicinando… apparteneva ad un omino curioso con uno zaino sulle spalle grande due volte lui e molto più curioso da cui uscivano strani aggeggi… si mosse i fretta e si inginocchiò davanti a Nay’ar: “Oooooh brutte ferite, sci? Sce la sciamo viscta brutta, sci? Ti scisctemo io ora, sci?” ma che diavolo stava blaterando l’omino? E perché trafficando, dal suo zaino tirava fuori monitor, strani apparecchi… un… razzo?? Nay’ar urlò. Un urlo di dolore, che faceva male alle orecchie.
“Sciu sciu! Sctiamo fascendo del nosctro meglio, sci? Rescisctiamo, sci? Ora arriva la pejio parte… forza cusciolina!!” in un tempo ridicolmente breve le aveva ripulito la schiena, evitando la ferita. Lo presi e lo forzai a terra: “Chi sei? Cosa stai facendo?”
“Ooooh… sciamo gelosci, sci? La scto curando… lo vedi, sci? Io poscio curare quescte ferite! Lo poscio fare, sci! Con la mia tecnolojia!” ma che cosa stava blaterando? Strinsi la presa sul collo. Strano che… non si stringesse…
“Chi sei?”
“Oooooh! Io sciono Rei… Takiscima Rei…”

Stavo scherzandooooo!!! Mwahahahahahahahahahahah!
Chi sarà questo Takiscima Rei? Che intenzioni ha? Ora che la 'Piuma di Cupido' è stata presa... cosa faranno Nay'ar e gli altri? Tutto questo (forse) nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: "Rei, via col razzo!" Non perdetelo! Al prossimo post!!! Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 25 novembre 2011

Fenril. Gli occhi di Ossidiana.

Ehilà!! Anche se ho postato solo ieri mi sono resa conto che ero indietro con la scaletta e quindi vi delizio con un altro post!! Non siete felici?? ^,^ Sono certa che questo vi toglierà un po' di dubbi... anche se non risponde a tutte le vostre domande... XP

“Fenril!” sputai quel nome come il veleno.
“Si, sono io…” rispose tranquilla. Una fitta incredibile mi obbligò a terra, in ginocchio.
Gemetti prima di riuscire ad articolare una frase:
“Che cosa vuoi ancora, maledetto deuncolo!” mi alzai nuovamente e a fatica, sentendo che il dolore mutava da semplici fitte a costante e quasi insopportabile (segno che le mie ferite avevano già cominciato a curarsi).
“Mia piccola Nay… non dovresti essere così scortese non ti pare?” cominciò lei, una tonalità inquietante nella voce e gli occhi come oscurati da nubi temporalesche, “Lascia che ti racconti una storia… tanto non avete impegni giusto? Dunque, dunque, dunque… c’era una volta il grande Dio AO che decise di istituire un numero fisso di divinità, legate al proprio dominio. A dispetto delle credenze comuni, gli dei non sono immortali e ahimè,le guerre colpiscono anche i divini… così per riempire i buchi lasciati dai morti si possono fare avanti le semidivinità e sai com’è… chi prima arriva, meglio alloggia… ” lo guardammo disgustati: conoscevamo bene il meccanismo di sostituzione degli dei ed era uno dei motivi per cui lo chiamavo deuncolo… continuò con uno sguardo divertito
“Dalle vostre facce intuisco che mi vogliate fare questa domanda: ‘che succede se non ci sono posti liberi?’ beh, grazie per l’interessamento. In quel caso (in questo caso) il semidio deve combattere per raggiungere lo status desiderato, deve spodestare ed uccidere la divinità di cui vuole prendere il posto. Io l’avevo fatto. Io avevo conquistato il mio posto tra gli dei ma loro non gradirono la mia audace scalata! Mi temevano… E FACEVANO BENE!” tuonò prima di assumere nuovamente una voce contenuta e indifferente (gli occhi di un nero liquido e fiammeggiante tradivano però la sua rabbia): “Comunque… ci fu una specie di guerra e io ero solo… solo contro tutti… un’ingiustizia non vi pare? Distrussero il mio corpo ma mi sottovalutarono… il mio spirito, infatti, continuò a vagare per qualche tempo, incapace di trovare un corpo ospite adeguato per poter rigenerare il mio corpo, sebbene con sembianze differenti. Poi però, Nay… trovai te. Ti eri indebolita, ma il tuo organismo sarebbe stato perfetto come incubatrice, una volta ristabilita, chiaramente.” La guardai con odio. Riportare alla mente quel periodo era umiliante: mi erano appena spuntate le ali, ero debole e le mie difese immunitarie erano a terra. Mi ammalai, presi un morbo molto curioso, riusciva ad alterare il mio DNA. Solo più tardi, quando ormai era troppo tardi capimmo che si trattava di un parassita genetico, che sfruttava l’ospite per creare un altro organismo che era speculare al primo. Via via che il parassita cresceva, cominciarono a spuntarmi altre ali… demoniache, altri arti, coda da succube e un'altra testa.
Rimasi in quarantena nel laboratorio di Uno per tutto il tempo, e quasi lo distrussi del tutto quando infine l’organismo estraneo si scisse da me, liberando una enorme energia. Solo in quel momento si rivelò per quello che era veramente: Fenril…
Mi riscossi dai ricordi con disgusto mentre proseguiva:
“Beh… credo, in verità, che il resto della storia la conosciate… o sbaglio?” rise malevola, poi
“Ciò che intuite soltanto però… sono le mie intenzioni. Tra l’altro… vi sbagliate… io intendo aiutarvi” risi amaramente e gli risposi col fiato spezzato dal dolore: “… Credi che un deuncolo infimo come te possa convincermi… delle sue buone intenzioni? Credi davvero… di potermi convincere a collaborare? Non sottovalutare… la mia… intelligenza.” Il suo sguardo si irrigidì e gli occhi gli si scurirono nuovamente, diventando vitrei: il dolore divenne insopportabile.
Gemetti.
“Per prima cosa… non pensi che sia abbastanza scortese da parte vostra rimanere in piedi al cospetto di un dio?” gli risposi acida:
“Ma tu non sei un dio… sei solo un deuncolo che non è riuscito a tenere il proprio posto tra gli dei!” poi terminai con misurata lentezza, consapevole di essere ad un passo dall’oblio… “Perdente.”
“INSOLENTE!! INGINOCCHIATEVI DAVANTI A ME!!” gli altri resistettero un po’ ma alla fine li vidi cadere su un ginocchio. Cercai di resistere un po’ di più ma invano: ero ferita e la pressione di Fenril era troppo forte, ricaddi su un ginocchio. Il volto rivolto in basso. Ero inginocchiata al cospetto di un falso dio, senza modo di fuggire. Strinsi di più la freccia al petto: l’unica cosa che potevo fare era proteggere la reliquia a costo della vita.
“Molto meglio. Sai Nay… sei fortunata. Mi servite. Dovete recuperare l’ultima reliquia e consegnarmi le altre… sapete… ci sono trappole che non posso evitare… non posso fare a meno di bramare le reliquie per me stesso… è un problema per quelle protezioni… quindi mi servirò di voi per sigillare Chtulu così che io possa prendere il suo posto!!”
Una consapevolezza nuova mi colpì, non ci avrebbe uccisi. Probabilmente anche Shaoran lo colse perché gli disse sprezzante: “Cosa ti assicura che faremo come dici, aborto di divinità?” scostò lo sguardo di ossidiana da me e lo posò su Shaoran.
Se il mio fratellone stava soffrendo però non lo diede a vedere.
“Ma è chiaro… avrò la ‘Piuma’ in ostaggio.” Si rivolse a me “Dammi la freccia Mezzosangue!”
“Mai.”
“Questo lo vederemo…” sentenziò.
Piantò i suoi occhi di ossidiana nei miei e l’oscurità mi avvolse. 


Risponde a un po' di domande? Beh... vi lascio con qualche altra allora... Si salveranno? Come si sbloccherà la sitazione? La 'Piuma' verrà difesa? Tutto questo nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: "GAME OVER"!! Non perdetelo!! Al prossimo post! Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mercoledì 23 novembre 2011

GAME START!

Ehilà!! Come state? Spero siate in forma. Vi devo chiedere nuovamente scusa per il ritardissimo ma è stata una brutta settimana per il mio mal di testa cronico... non sto scherzando dico davvero! E non sono riuscita a guardare un monitor fino ad ora... ma io so che mi perdonerete ^_^.
A voi è mai capitato di pensare che se aveste fatto una scelta diversa nella vita, una piccola e insignificante scelta diversa, forse ora essa sarebbe completamente diversa? A me ultimamente capita spesso... ma ditemi di voi!! Voglio sapere, sapere, sapere, immensamente sapere!!

“Oh ma qui non si vede niente!” la voce di Shaoran rimbombò nel tempio vuoto. Ci pensò Tomoyo a risolvere il problema, facendo accendere tutte le torce attaccate ai muri con un paio di parole mormorate a mezza voce. Normalmente non avrebbe avuto bisogno di pronunciare quella semplice magia del fuoco ma avrebbe richiesto un minimo di perdita di energia e in quel momento non potevamo permettercelo.
Le torce si accesero e l’odore acre dell’olio, di cui erano impregnati gli stracci, si diffuse nell’aria all’improvviso mettendoci a disagio.
“Così va molto meglio! Vero Paffir? Liberty?” tipico di Shaoran. Cominciavo a chiedermi come mai avesse chiesto di fare luce quando lui ci vedeva benissimo al buio grazie all’eredità elfica; era chiaro che aveva pensato a Paffir e Liberty, che essendo umani non avevano gli occhi così sviluppati.
“Grazie Li, ma ora… dove andiamo ora? Da che parte?” disse placido Paffir. Era strano che ci chiamasse ancora per cognome dopo tre anni e molte avventure alle spalle… anche se, a volte, si lasciava sfuggire il nostro nome… specie nelle situazioni concitate.
Mi guardarono tutti, manco fossi l’Oracolo degli Oracoli… sempre che tale carica esistesse…
“Non so dove dobbiamo andare… o meglio Uno mi ha detto che dobbiamo scendere nei sotterranei più profondi del tempio… unico problema, capire dov’è il passaggio… nemmeno lui era riuscito a capirlo.”
Decidemmo di cercare individualmente, per ricoprire più in fretta tutta l’area dell’enorme stanza, così dopo che Cleto ebbe fatto un giro di ricognizione alla ricerca di trappole, cominciammo la ricerca.
Mi guardai intorno. Quel tempio mi dava il voltastomaco... angioletti e cherubini armati di arco e frecce con la punta a cuore decoravano la stanza mentre sulle pareti erano raffigurate con bassorilievi, affreschi e mosaici preziosi le gesta e i miti del dio a cui era dedicato il tempio.
Al centro del pronao, davanti al ricco altare decorato con orchidee e altri fiori bianchi e rosa, torreggiava una statua gigantesca di Cupido: un giovane alato con la faretra alla cintura della corta tunica, in procinto di scoccare una freccia dal suo maledetto arco corto. Mi ci avvicinai per guardarlo meglio: il marmo candido contribuiva a renderlo raggiante, teoricamente bellissimo e perfetto… ssse. Come no…
Camminai all’indietro per poter esaminare la statua alta almeno 6 metri nella sua interezza… magari un passaggio segreto si apriva se veniva accecato… o almeno così speravo. Indietreggiai finchè non sentii che qualcosa si faceva strada tra i vestiti e l’armatura leggera fino a pungermi la pelle: “Ahi!” gemetti.
Accorsero tutti subito: Paffir e Liberty sospirarono insieme: “Oooh, com’e romantico!”,Shaoran arrivò mentre mi giravo per vedere cosa mi aveva punta e senza volerlo dissi in coro con lui: “Oooh maddai! È troppo cliché!!” Tomoyo scoppiò a ridere… non l’avevo quasi mai vista con le lacrime agli occhi per le risate… se per il coro o per ciò che mi aveva punta non avrei saputo dirlo. Il corpo incriminato non era altro che uno stramaledettissimo putto in marmo di quelli in punta di piede (perché solo su uno si reggeva), armato d’arco e frecce di metallo. “Si, si… molto divertente…” sbottai alla statua del dio; resistetti a stento all’istinto di distruggere l’angioletto di una trentina di centimetri, invece lo afferrai e lo ruotai di novanta gradi facendogli puntare una colonna.
Immediatamente sentimmo un rumore di scivolamento e davanti ai piedi dell’avatar marmoreo si aprì un passaggio: scale scure che portavano in un luogo ancora più oscuro.
“Grande Nay’ar! Hai trovato il passaggio segreto! Ora con un po’ di luce…” disse ammiccando a Tomoyo, che mormorò un altro paio di parole per far comparire un globo di luce bianca ai suoi ordini, “… possiamo entrare!” terminò allegro. Certo il fatto che ancora non mi chiamasse sorellina era un chiaro indicatore della sua rabbia latente ma aveva altre priorità e certe piccolezze come quelle frecciatine (che sapeva avrei colto) erano un prezzo che ero disposta a pagare per la menzogna che gli avevo propinato.
Aspettai che anche Liberty fosse entrata poi volsi uno sguardo di sfida alla statua: “Cos’è? Un modo per farvi perdonare? Cupido-sama?” dissi sottovoce. Subito dopo Shaoran uscì dal buco e richiese con insistenza la mia presenza: “Sei tu che sai dove andare! Dai! Muoviti!”
“Te l’ho detto  e te lo ripeto: io so solo che dobbiamo scendere.” Gli ripetei con calma esasperata a cui lui rispose con sfacciata sfrontatezza: “Dobbiamo scendere? E allora… Scendiamo…” e mi spinse nella cavità leggermente illuminata.
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“È divertente quell’immortale zia! Anche se per verità non ho ben compreso cosa volesse intendere con quella frase… posso richiedere la tua opinione?”
“Nipote… ritengo sia giunto per te il momento di imparare a leggere nei cuori dei popoli prima di esercitare il tuo potere su di loro.”
“Zia Athena! Sai bene che il mio potere non è possibile legarlo alla saggezza! Guardami! L’amore è come me! È fresco, imprevedibile e divertente! Vero madre? Come quello che tu esercitasti su quei due mortali… Elisa e Paride… No, no, aspetta… Elena e Paride! Quella fu una storia memorabile madre! Ancora ne parlano!” mia sorella annuì mentre rispondevo al giovane Cupido: “Ricordo quegli eventi… ero presente anche io… fu un massacro. Ecco cosa portò l’uso avventato del nostro potere! È un fardello che seguiterò a portare sulle mie spalle da qui all’eternità. Ora spero capirai la ragione del mio consiglio. Sia la tua mente aperta alle critiche e pronta a migliorare se stessa. Solo così seguiterai ad attirare fedeli, ed essi ci nutriranno con le loro preghiere e i loro riti, mantenendoci in vita e prosperosi.” Parlare con un giovane come Cupido era molto difficile e ad aggiungersi a ciò ci fu la stanchezza accumulata durante i mesi di ininterrotto arbitrio. Una imminente guerra tra gli dei era una catastrofe da scongiurare in tutti i modi e fintanto che La dea della giustizia Maat non era riuscita a concedermi il sollievo di qualche giorno di riposo per poi continuare congiunte il nostro mediare, avevo dovuto prendere sulle mie spalle tutto l’onere del giudizio.
Ora che ero libera però inspiegabilmente ero andata a controllare come se la cavava la mia fedele e il suo gruppo. Non mi capacitavo dell’enorme peso di cui si erano fatti carico. Più che del peso non mi capacitavo del motivo per cui l’avevano fatto… leggendo i loro cuori percepivo che non era il senso del dovere o quello della patria a spingerli a tali imprese… ma solo l’egoistica voglia di sopravvivere… dovevo ammettere di provare dell’ammirazione per loro… leggera… ma comunque presente nel mio animo.
Le ero riconoscente.
Facendo ciò loro inconsapevolmente aiutavano me e Maat a mantenere l’ordine tra i Pantheon.
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Avevamo fatto scalini per oltre 10 minuti quando finalmente il pavimento tornò ad essere calpestabile.
Ancora pochi passi e ci ritrovammo in una grande stanza. Intorno a noi c’erano molte reliquie: frecce dalla punta a cuore, protezioni, calici… sapevo che erano oggetti potenti, lo potevo percepire senza sforzo ma sapevo anche che tutti appartenevano a Cupido-sama e io non avevo certo intenzione di farlo adirare prendendo dei souvenirs… era anche vero però che il potere emanato da quel posto era intossicante, pareva voler far vacillare la volontà del Giusto, spingendoti ad afferrare una qualsiasi delle reliquie lì conservate e a metterla nello zaino. Incorrendo così nell’ira giustificata della divinità. Mi guardai attorno piena di meraviglia, e giusto in tempo! Quel cretino di Shaoran si stava avvicinando con faccia inebetita ad una coppa… sicuramente non per farle delle foto…
“SHAORAN! NOOO!” gli gridai allarmata, lui si fermò a due centimetri dalla coppa e lo sguardo tornò vigile:
“C-che? Cos’è successo?” beeenee! Ora Shaoran mi si rincretiniva del tutto! Ma possibile che capitassero tutte a me? Gli risposi esasperata:
“Ancora niente ma allontanati da quella coppa e soprattutto NON-TOCCARE-NIENTE! Intesi? Abbiamo già abbastanza divinità avverse. Non ti pare?” era pericoloso parlargli con questa sfacciataggine mentre eravamo in litiganza (termine che avevo coniato io e che indicava il lasso di tempo in cui il rapporto tra me e Sha era piuttosto teso) ma dopo tutto sapevo bene che non avrebbe cominciato a far parole con me nel pieno di una missione.
Si sedette per terra a gambe incrociate. Immobile come una statua al centro della sala.
“Li…? Che fai? Dobbiamo andare muoviti!” Shaoran non rispose a Paffir e invece cominciò una litania bassa e lenta. Stava meditando. Voleva quindi rafforzare corpo e spirito… e se Shaoran meditava era solo perché aveva percepito qualcosa di strano… il suo sesto senso era infallibile… in 22 anni di conoscenza non aveva mai fallito una volta. Il suo meditare mi aveva resa nervosa. Poco dopo terminò, si rialzò e come a confermare i miei sospetti e timori, lasciò il suo solito posto accanto a me per posizionarsi nelle retrovie e ritrovarsi l’ultimo del gruppo.
Trovammo altri scalini bui e ripidi, attraversammo altri corridoi angusti e labirintici e ancora una volta mi ritrovai a dover appoggiare la sinistra al muro per mantenere la strada giusta, oltrepassammo sale grandi e piccole e per poco non finivamo in una grossa trappola a pavimento di quelle legate alle piastrelle… fortunatamente Cleto vegliava su di noi e ci avvertì appena in tempo così riuscimmo infine a raggiungere una enorme sala illuminata dalle torce. Dettaglio non trascurabile era il fatto che le torce fossero già accese al nostro arrivo. Tutti ci preparammo ad un eventuale attacco, sfoderando spade, sgranchendosi le articolazioni e mormorando protezioni di gruppo.
Stavamo per guardarci intorno quando percepimmo tutti  (anche Shaoran… curioso dal momento che era negato in qualsiasi cosa avesse a che fare con la magia) una enorme energia magica. Tomoyo e Liberty furono le più sconvolte dal fatto e cominciarono a parlare di quanto potesse essere grande, da dove venisse e, soprattutto chi o cosa la possedeva.
“Deve per forza essere la Piuma…” diceva una
“Sì, deve per forza essere così ma non avevo mai sentito un’ aura magica di queste proporzioni… ” diceva l’altra,
“Conta che è la reliquia di un dio… ma da dove arriva…?” la fonte cominciò a pulsare come se volesse attirare la nostra attenzione e subito tutti ci girammo verso il fondo della stanza dove, avvolto in un tenue bagliore rosato, vi era un altare da preghiera. Solo allora mi resi conto della stanza in cui eravamo capitati: era ENORME, almeno una quarantina di metri per trenta. Per accedervi dal corridoio era necessario salire tre scalini di pietra e sul perimetro di tutta la superficie sopraelevata c’erano due file di colonne in stile dorico. Mentre ci dirigevamo con cautela verso l’altare, camminando sul pavimento ricoperto di mosaici di foggia spettacolare e accuratissima ma chiazzato di muschio qua e là, commentai a mezza voce: “Dobbiamo essere finiti  nel tempio vecchio… devono averci costruito sopra quello attuale dopo un alluvione o qualcosa del genere…” a confermare le mie congetture c’erano il muschio sul pavimento e i frammenti di una statua votiva sparsi sul pavimento e ai margini delle colonne… che le torce fossero accese quindi era del tutto innaturale…
Ci avvicinammo con cautela alla reliquia.
Era una lunga freccia decorativa denominata ‘La Piuma di Cupido’ il suo potere era enorme e mi invitava ad afferrare la freccia con la tranquillità della raccolta di un fiore… allungai la mano. Guardai Cleto. Lui fece un cenno di diniego. Possibile che non ci fossero trappole? Troppo facile. Nessun nemico e nessuna trappola… Guardai i miei amici: le loro facce erano serie o perplesse. Quella di Shaoran invece non mostrava nulla. Quello era il peggior segno che potessi vedere. Chiesi un frammento di statua e in un battito di ciglia lo ebbi in mano. Mi allontanai e lanciai la pietra verso la ‘Piuma’. Il marmo si sbriciolò in una nuvola di polvere.
Cleto provò a scusarsi perché lui davvero non aveva percepito niente. Gli risposi rassicurante: “Non ti preoccupare. Evidentemente Cupido-sama non ha voglia che qualcuno percepisca le sue trappole… non ci puoi fare nulla.” Cleto si pose contrito sulla mia spalla. Provammo per qualche minuto a disarmare la trappola ma non sapendo cosa la facesse scattare tutti i nostri tentativi fallirono miseramente. Alla fine mi rivolsi a tutti: “Ok… tutti lontani. La prendo io la scossa.” tutti esplosero in cenni di diniego e espressioni contrarie alla mia decisione. Con una calma che in realtà non mi apparteneva risposi a ognuno di loro: “Sha, tu sei il meno resistente alla magia e nel caso devi portarli fuori di qui; Paffir, sei l’unico che può curare, e mi serviresti… nessuno di noi potrebbe fare lo stesso per te; Tomoyo, tu sei la più debole ai danni fisici. Troppo pericoloso, però qualche protezione in più non mi schiferebbe… grazie... e tu Libby, beh nel peggiore dei casi abbandoneresti tutti gli spiriti che ti seguono… davvero vuoi rischiare di abbandonarli? Le conseguenze potrebbero essere disastrose… naaah! Meglio che ci provi io…” nessuno disse niente ma Shaoran mi guardava con uno sguardo da: ‘Prova a morire e ti uccido’… non so come avrebbe messo in pratica il suo proposito, ma non avevo alcuna intenzione di morire.
Aspettai che Tomoyo finisse di castare le protezioni con gli occhi velati di lacrime e mi girai decisa verso la reliquia. Quando tutti, compreso Cleto, si furono allontanati abbastanza, allungai la mano con la mente serena. Chiusi gli occhi e continuai a procedere finchè non sentii che le mie dita sfioravano qualcosa di metallico e liscio, allora presi la freccia e me la portai al petto. “NAY’AR! ATTENTA!” urlò qualcuno… non ebbi il tempo di capire chi fosse perché immediatamente dopo l’avvertimento qualcosa mi colpì la schiena con la violenza di 100 bufali. Mi ritrovai a lottare per riprendere fiato, incapace di estroflettere le ali, il colpo doveva avermi danneggiato per bene le cicatrici da cui uscivano. Ringraziai solo di avere avuto tutte quelle protezioni addosso e soprattutto di discendere da un drago. Quando mi girai ansante rimasi pietrificata dall’orrore e strinsi di più la freccia al petto. Solo allora dalla parte opposta della sala echeggiò una voce fin troppo familiare. Simile alla mia ma leggermente più profonda e autoritaria: “Nay’ar! La mia cara dolce Nay’ar! E vedo che ci sono anche tutti i tuoi insignificanti piccoli amici!” i miei ‘insignificanti piccoli amici’ si misero davanti a me per farmi scudo mentre a fatica mi rialzavo.
“Bhè? Non mi salutate? Non è molto carino da parte vostra!”
Avrei preferito di gran lunga la compagnia inopportuna di un’orda non morta piuttosto che lo scontro con quella specie di mio negativo fotografico che era diventato quel deuncolo… se io avevo capelli rossi e pelle viola, lui (o meglio lei ormai) aveva i capelli viola e la pelle scarlatta,se i miei occhi erano completamente bianchi i suoi interamente neri, se io avevo ali angeliche le sue erano demoniache ma oltre a questi dettagli eravamo uguali in tutto e per tutto: la postura, la camminata… l’aspetto (lineamenti e forma di occhi naso ecc…).
Era il mio peggior nemico.
Il dio che combattevo da tre anni.
Fenril.


Spero che questo post vi soddisfi! Ho impiegato una vita a scriverlo...
Chi è Fenril? Perchè ha l'aspetto di Nay'ar al contrario? Che cosa vuole da loro il 'deuncolo'? Riusciranno a salvare la 'Piuma' e tornare a casa tutti e cinque sani e salvi? Lo scoprirete nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: "Fenril. Gli occhi di ossidiana."! Non perdetelo!! Al prossimo post! Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 11 novembre 2011

Torta senza uova allo yogurt.

Ehilà!! Come state? Pronti per una nuova torta? questa è venuta fuori dalla necessità di fare una torta (avevamo ospiti) ma, aprendo il frigo, QUALE ORRORE!!! Ero senza uova! Come si fa in questi casi? Semplice: LET'S COOK!! Vi va?

Ingredienti:
-250gr farina 00
-100 gr maizena (o frumina o fecola, quello che avete in casa!)
-150 gr zucchero
-100 gr burro
-1 bustina di lievito per dolci
-1 cucchiaino sale
-Yogurt quanto basta

Volete il procedimento? D'accordo...

Procedimento:
Prendete una ciotola capiente e versateci lo zucchero e il burro fuso, amalgamateli bene fin quando non si distingueranno più nè l'uno nè l'altro. ora versateci le farine già mescolatee date una mescolata sommaria. a questo punto prendete lo Yogurt (al naturale o con qualche gusto che vi piace) e versatecelo mescolando lentamente, per evitare schizzi e con attenzione... Potrebbero formarsi grumi e noi non vogliamo i grumi! Lo Yogurt prendeil posto del liquido che danno le uova e il latte quindi aggiungetene finchè l'impasto non diventa come al solito liscio ed omogeneo... a me ne sono serviti circa 350 ml... forse qualcosina di più ma non vi preoccupate aggiungete finchè non ritenete l'impasto abbastanza elastico... uno dei nostri insomma ^-^
Ora, versate l'impasto in una teglia con carta da forno, o imburrata e infarinata... come preferite! infornate poi a 180° per 30-40 minuti in forno ventilato già caldo o 170° per 35-45 minuti in un forno a gas normale già caldo. Ricordate che per controllare la cottura possiamo sempre infilzare la torta con uno stecchino da spiedini!
Ricordate? Se è asciutto è cotta se è umido ancora no...
Non dimenticate di spolverare la torta cruda con dello zucchero! Cuocendo creerà un'adorabile crosticina croccante!!

Aspetto commenti sulla buona riuscita delle torte!! So... che c'è qualcuno che, molto impaziente, non sarebbe riuscito ad aspettare due settimane... questo è uno dei motivi di questo post... l'altro è che fare una torta senza uova a volte non è così immediato!
Vi aspettocon Nay'ar... Al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!

domenica 6 novembre 2011

Missione!

Ehilà! Come state? Scusate ma è stata una settimana molto dura... Tre esoneri dell'uni in tre giorni... un mio amico mi ha detto: "WOW hai fatto sicuramente un record!"... non credo che abbia sbagliato... mamma che sbattone! Ok ma ora siamo qui e voi volete leggere qualcosa in particolare... giusto? Va bene, va bene:

“Uhuh! Ben arrivati… percepisco… tensione? No, non rispondete, tanto non vi posso aiutare. Uhuh! Bando alle ciance, non siete d’accordo? Dunque, prima di tutto vi devo avvisare che abbiamo finalmente trovato la Piuma di Cupido, un’altra reliquia. Non siete contenti?”
No. Non lo eravamo affatto ma mica potevamo dirglielo no? O forse si… no, indubbiamente no…
“Mi hanno notificato il suo sito di riposo: la reliquia si trova in un tempio dedicato a Cupido, sul lago Anjel, vi dice niente? E se vi dico che è anche chiamato “il lago dell’amore”? Non vi sembra romantico? Uhuh! Tra l’altro è dall’altra parte del pianeta… non ci sono problemi vero?” effettivamente non ci sarebbero stati problemi… stabilizzati i lavori di organizzazione… “Aaaah, adoro le vostre facce in questo momento… Uhuh! Ma le amerò ancora di più quando vi dirò che: partite domani mattina. Qualche problema a riguardo?” ah ecco. Ecco la fregatura… c’era sempre… cominciavo a non poterne più delle sue brillanti idee, ma comunque risposi: “No signore. Nessun problema. Maggiori dettagli ce li darà Uno vero?”
“Uhuh! Non mi aspettavo altro dalla studentessa migliore del suo anno! Ora potete tornare alle vostre mansioni. Non preoccupatevi, non sono un tiranno. Avete il giorno libero dalle lezioni così vi potrete organizzare al meglio per domani uhuh! Senza dimenticare gli impegni organizzativi… non sono magnanimo? Ora potete andare. Buona giornata! Uhuh!”
Uscimmo abbacchiati dall’incontro: non solo avevamo una marea incalcolabile di lavoro, ora dovevamo pure prepararci ad una missione chissàddove!
L’unico che sembrava eccitato all’idea era Shaoran… come sempre del resto…
“Wow che figata!!! Una nuova missione!! Mi ero stufato degli allenamenti! Finalmente ce sarà da fa’ ‘npo’ de casino!!!”
“Non esagerare Sha. Ho un brutto presentimento… dovrete fare attenzione in questa missione.”
“Maddai Cleto! Non lo facciamo sempre? Sempre a rimuginare! Vedrai andrà tutto bene! Sappiamo come difenderci!”
“Oh, questo lo so bene… solo ho un brutto presentimento… tutto qua…”.
Cleto aveva ragione quel brutto presentimento era partito dal tocco di Keichi e maturava sempre di più mentre scendevamo le scale segrete.
“Uno, tutto quello che hai sulla reliquia e su quel tempio” dissi non appena arrivata in laboratorio
“Aye aye, ma’am”
“Io devo organizzare il più possibile… Sempai, voi dividetevi e controllate le possibilità di illuminazione, sonorizzazione e riprese, insomma tutte quello robe di cui siete esperti… so che è una delle ultime cose ma del resto… è troppo presto per scegliere un tema… non abbiamo nessun responso dagli studenti! Dannate tempistiche!”
“Si, signora”
“Sha, tu e Tommy andate dalla cuoca e accordate un menù. È ora di lezione quindi non ci sarà praticamente nessuno. Per stasera voglio il menù completo e approvato da voi dai sempai e dai presidi… anche dal rettore ovviamente.”
“Sarà fatto… adoro questo compito!”
“Paffir, Libby, voi occupatevi dell’ispezione degli ambienti e del possibile arredamento… Per favore.”
“Consideralo fatto!”
“Io penso ai volantini informativi, agli scatoli delle proposte e agli annunci per i provini di cantanti e strumentisti… grazie a tutti. A dopo.” Quando tutti se ne furono andati mi lasciai cadere stancamente su una sedia ed inforcai gli occhiali, mi girai e cominciai a smanettare con il portatile che Uno mi aveva messo davanti.
“Wow Nay… strabiliante… in cosa posso aiutare?” mi chiese il computer:
“Semplicemente dandomi le informazioni che ti ho chiesto, e facendomi un tè. Grazie Uno”.
Finì così la prima giornata da organizzatrice… un incubo.
Il giorno dopo ci svegliammo di buon ora e partimmo alla volta del lago Anjel.
Su cosa? Ma è ovvio! Sul pulmino della scuola (certo, non aveva proprio la forma di un pulmino, era più una specie di nave da trasporto, molto più veloce di qualsiasi altro mezzo di trasporto… e certo, erano davvero pochi quelli a conoscenza di questa capacità mutante del mezzo ma… che importava se il ‘guido’ era il migliore? Si chiamava Alan… ma tutti per abitudine lo chiamavano GDA: Great Driver Alan.)!
Scendemmo dal mezzo dopo una mezz’oretta e davanti a noi si stagliò un panorama mozzafiato: l’alba sul lago. Ci riscuotemmo presto: non eravamo lì per goderci il panorama! E per quanto i colori fossero fantastici e l’atmosfera suggestiva, non avevamo tempo per trastullarci nella bellezza del lago.
Andammo verso il tempio. Era tutto come aveva detto Uno, tranne per un piccolo particolare: non eravamo soli. Ma questo l’avremmo scoperto solo molto dopo.
A nostre spese.
Ignari e decisi a finire in fretta il lavoro entrammo nel tempio. Il brutto presentimento mi turbava ancora, ma del resto… lo ignorai e guardandomi alle spalle per l’ultima volta chiusi il portone dell’edificio.
Game start.

Che ve ne è parso? Vi ho lasciati con la suspance eh? Eh? Eh? Uhuh! Adoro le vostre faccie in questo momento... ma le adorerò ancora di più quando vi dirò che: la prossima sarà una torta!! non siete contenti?
I presentimenti di Nay'ar sono solo paranoie?  Chi li segue e per quale assurdo motivo? Non è un figo Alan? Nel tempio sarà tutto così semplice? Tutto questo nella prossima puntata di Nay'ar Chronicle: "GAME START!" non perdetelo!
Al prossimo post!
Ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!